Domande frequenti sulla fotografia di matrimonio

Fotografo di matrimonio reportage


Assolutamente sì.
Lavorare principalmente in stile reportage non significa rinunciare alle fotografie di coppia. Significa inserirle nella giornata senza farle diventare il centro del matrimonio.
Generalmente dedichiamo tra i venti e i trenta minuti a questo momento. Vi guiderò con naturalezza, senza pose rigide, cercando fotografie eleganti che vi rappresentino davvero.
Terminato questo momento, torneremo dai vostri invitati. Perché il matrimonio continua anche mentre voi non ci siete.

È una delle domande che mi viene rivolta più spesso.
Il reportage non significa osservare da lontano senza mai intervenire. Durante gran parte della giornata preferisco lasciare che le cose accadano naturalmente, ma quando una piccola indicazione può fare la differenza, la do. Succede soprattutto durante le fotografie di coppia o alcuni ritratti di famiglia.
L’obiettivo non è lasciarvi soli né dirvi continuamente cosa fare. È trovare un equilibrio tra spontaneità e guida, in modo che possiate sentirvi a vostro agio senza avere la sensazione di essere continuamente davanti alla macchina fotografica.

Per me sì, ma probabilmente per un motivo diverso da quello che ci si aspetta.
Dettagli come il trucco, il bouquet, l’abito o gli accessori trovano naturalmente il loro spazio nel racconto della giornata. Quando arrivo, però, la mia attenzione è rivolta soprattutto alle persone.
È durante i preparativi che inizio a capire chi siete, quali sono i legami più forti e come vivete quel momento insieme alle persone che avete scelto di avere accanto. Sono proprio questi elementi ad aiutarmi, nelle ore successive, a riconoscere gli sguardi, i gesti e le relazioni che raccontano davvero il vostro matrimonio.
Se preferite iniziare il servizio fotografico più tardi, naturalmente è una scelta che rispetto. Ma personalmente considero i preparativi l’inizio del racconto, non soltanto perché si realizzano delle fotografie, ma perché mi permettono di conoscere meglio le persone.

Sì, mi capita di lavorare con videomaker scelti dagli sposi.
Una premessa però è importante: il mio approccio funziona quando la giornata scorre naturale. Un video costruito su scene organizzate e continue interruzioni segue una logica opposta al reportage, e finirebbe per cambiare anche le vostre fotografie: quando le persone vengono fermate di continuo per una ripresa, la spontaneità che cercate nelle immagini svanisce.
Per questo, se avete già un videomaker, l’unica cosa che vi chiedo è che condivida un approccio documentaristico. Mi metto in contatto con lui prima del matrimonio e arriviamo alla giornata già coordinati.
Se invece lo state ancora cercando, vi propongo volentieri i videomaker con cui collaboro da anni: lavorano come me, osservando senza interrompere, e insieme diventiamo praticamente invisibili.

Generalmente ci conosciamo in videocall.
Parliamo del vostro matrimonio, di come immaginate quella giornata e delle persone che avranno un ruolo speciale. È anche l’occasione per mostrarvi un matrimonio completo, così potrete capire meglio il mio modo di lavorare.
È un momento per capire se condividiamo lo stesso modo di vivere un matrimonio. Se succede, il resto viene quasi sempre in modo naturale.

Sì, sempre.
Fotografo un solo matrimonio al giorno e sarò io, di persona, a seguire il vostro dall’inizio alla fine.
Quando è previsto un secondo fotografo, si affianca a me: arricchisce il racconto con un altro punto di vista, ma la responsabilità della giornata resta mia.

È un modo di fotografare il matrimonio senza costruirlo. Niente pose forzate, niente scene messe in piedi solo per la foto.
Racconto la giornata mentre succede: i preparativi, gli sguardi, le risate vere, i momenti tra gli invitati. Non invento situazioni da fotografare. Le osservo e le fotografo quando esistono davvero.
Il matrimonio viene prima delle fotografie.

Resto in secondo piano finché non serve stare in primo piano.
Cerco di seguire la giornata con discrezione. I preparativi, la cerimonia, le reazioni, le cose che succedono senza che nessuno ci faccia caso. Intervengo solo quando ha senso, per le foto di coppia o per qualche indicazione pratica.
Il resto lo lascio accadere e cerco di trovarmi al posto giusto al momento giusto per raccontarlo.

Non chiedendo alle persone di essere naturali e spontanee.
Più dici a qualcuno di “stare rilassato” o “ridere in modo naturale”, più il risultato viene rigido. Io lavoro senza dare istruzioni continue, mi muovo senza attirare l’attenzione, e aspetto.
Le foto migliori arrivano da momenti che nessuno aveva programmato: uno sguardo, un abbraccio, una risata vera.

Tra i venti e i trenta minuti. Non di più.
Non voglio infilare uno shooting nel mezzo del vostro matrimonio. Ci prendiamo un momento tranquillo per voi due, lontano dagli invitati, e poi tornate alla festa.
Il resto della giornata lo racconto senza fermare niente. Il tempo che vi resta è tempo che vivete, non tempo in posa.

No. È esattamente quello che voglio evitare.
Le foto di coppia durano tra i venti e i trenta minuti e si incastrano nella giornata senza stravolgerla. Non vi chiedo di sparire per un’ora mentre gli invitati vi aspettano.
Il matrimonio è vostro. Io mi adatto alla giornata, non il contrario.

Nella maggior parte dei casi, sì.
Un secondo fotografo ha senso in situazioni precise: location molto grandi, preparativi in posti lontani tra loro, matrimoni con più di 150 invitati.
Se il vostro matrimonio lo richiede, ve lo dico chiaramente. Non lo propongo di default, lo propongo quando serve davvero.

Il fotografo tradizionale costruisce le foto. Io racconto quello che succede.
Un matrimonio tradizionale prevede molte pose, gruppi organizzati e tempi dedicati agli scatti. Il reportage no: la giornata non si ferma e non rallenta per le fotografie. Restano relazioni, gesti ed emozioni vere, non una fila di pose.
Se volete vivere il matrimonio invece di trasformarlo in uno shooting, questo è l’approccio giusto per voi.

Sì. La Lombardia è la mia base, ma lavoro in tutta Italia.
Lago di Como, Toscana, Puglia o qualsiasi altra regione, e in Europa: mi sposto senza problemi.
Per i matrimoni fuori dalla Lombardia, i costi di viaggio finiscono nel preventivo in modo chiaro, senza sorprese dell’ultimo minuto.

Le barriere linguistiche non sono un problema.
Parlo italiano e inglese senza difficoltà. Con la maggior parte delle coppie internazionali comunico senza intermediari prima del matrimonio, durante i preparativi e il giorno stesso.
Una cosa in meno di cui preoccuparsi mentre organizzate tutto da lontano.

Prima possibile, se avete già una data.
Lavoro con un numero limitato di matrimoni all’anno. Non per marketing, ma perché è l’unico modo per farlo bene. Le date migliori si esauriscono con mesi di anticipo, soprattutto in primavera e in autunno.
Se avete data e location, scrivetemi subito per verificare la disponibilità. Chiedere non impegna a nulla.

Sì, per la famiglia stretta.
Genitori, fratelli, le persone più vicine: quelle foto hanno senso e le facciamo. Le organizziamo in modo rapido, senza trasformarle in una sessione separata.
Per il resto degli invitati la scelta è vostra: se volete qualche foto di gruppo in più, me lo dite e le gestiamo. Non è però qualcosa che propongo di default, perché ogni volta che la festa si ferma per radunare venti persone davanti a un obiettivo si perde qualcosa di spontaneo.

Almeno 700. Tutte selezionate, tutte post prodotte.
Non consegno tutto quello che scatto. Seleziono le foto che hanno senso, quelle che raccontano qualcosa, e le lavoro una per una. Non trovate doppioni, foto sfocate o momenti di cui non vale la pena ricordarsi.
Quello che ricevete è già una selezione fatta bene, non un archivio da sfoltire da soli.

No. E non perché voglia complicarvi la vita.
Il reportage funziona proprio perché non sappiamo in anticipo cosa succederà. Una shot list presuppone che sappiate già quali momenti vale la pena fotografare prima che accadano. Ma i momenti migliori non si prenotano: arrivano, durano pochi secondi, e poi spariscono. Se sono concentrato a spuntare una lista, mi perdo quello che sta succedendo davvero.
Vi invierò però un questionario prima del matrimonio per sapere quali sono i momenti che ritenete più importanti e calibrare il racconto su di voi.

Tramite una galleria online privata, accessibile da qualsiasi dispositivo.
Potete scaricare tutto in alta risoluzione, condividere la galleria con chi volete e sfogliarla quando volete. Niente chiavette USB, niente link che scadono dopo tre giorni.
I tempi di consegna dipendono dal periodo: in bassa stagione potete ricevere il tutto anche in poche settimane, in alta stagione conto circa 2 o 3 mesi. Ve lo confermo sempre prima.

Simone Goglia Faro

Ogni matrimonio è diverso e le domande non stanno mai tutte in una lista. Scrivetemi due righe sul vostro giorno: vi rispondo io, di persona, senza risposte preconfezionate.

SIMONE